Conferenza di Benedetta Fanciulli.
Mercoledì 14 maggio 2025, ore 17:30, Sala Bianchi, viale Fantuzzi, Belluno. Ingresso libero.
Le ricorrenze religiose, per lo meno le più sentite del calendario cristiano, rimandano molto spesso ad immagini pittoriche dalle quali acquistano visibilità e traggono afflato.
Nel caso delle feste pasquali da poco trascorse uno dei riferimenti quasi obbligati è il dipinto di Piero della Francesca “Resurrezione” riportato nella locandina della conferenza che gli Amici del Museo propongono mercoledì 14 maggio p.v., conferenza che analizzerà gli aspetti più caratterizzanti delle opere del Maestro giunte a noi fino ad oggi.
“Resurrezione” è una pittura murale eseguita nella metà del Quattrocento e conservata nel Museo Civico di Sansepolcro, città nella quale Piero nacque, visse, operò e morì nel 1492, profondamente radicato nel suo contesto sociale e politico.
Di “Modernità e Tradizione“ in Piero della Francesca prendendo spunto da questa e da altre sue opere ci parlerà con l’usuale competenza di storica e di critica d’arte Benedetta Fanciulli che gli Amici del Museo di Belluno ospiteranno mercoledì 14 maggio (ore 17:30) Sala Bianchi (Viale Fantuzzi) a Belluno. Un graditissimo ritorno per rendere omaggio a uno dei più grandi pittori del Quattrocento italiano, un secolo in cui tra arte e scienza si stavano instaurando nuovi e profondi legami.
Lo spazio “rarefatto e monumentale” della pittura di Piero, l’impassibile razionalità delle figure che vi compaiono toccano uno dei vertici più alti della pittura del primo Rinascimento e costituiscono una lezione imprescindibile per i suoi successivi sviluppi.
I frammenti superstiti del suo Polittico Agostiniano, dipinto per la Chiesa degli Agostiniani a Borgo San Sepolcro, provenienti da diversi musei ed esposti per la prima volta dopo anni nel Museo Poldi Pezzoli di Milano nel 2024 sono stati al centro dell’attenzione mediatica oltre che ammirati da migliaia di visitatori.
Ma lo scrigno pittorico più ricco e significativo di Piero della Francesca sono gli affreschi de La Leggenda della vera croce” della Cappelle Bacci nella Basilica di San Francesco ad Arezzo affreschi nei quali, a partire dall’albero di provenienza della croce, egli ha dato vita non solo agli episodi più significativi della genesi ma anche ai principali eventi storici legati al ruolo della croce stessa fino all’anno 628, quando il “legno” rubato venne riportato a Gerusalemme.
Luisa Coin


