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Attività 2024

Venezia, San Zarraria e Marco Polo.

Visita alla Chiesa di San Zaccaria e alla mostra dedicata a Marco Polo a 700 anni della morte allestita a Palazzo Ducale.

Sabato 25 maggio. Partenza in treno da Stazione di Belluno ore 8.20. Ritorno previsto a Belluno, sempre in treno, 19:47. Biglietti Trenitalia da acquistarsi individualmente.

INFO E PRENOTAZIONI:
Adesioni entro domenica 19 maggio, via mail a luisacoin@hotmail.it o tramite whatsapp al 348 0976884.

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Attività 2024

Il Colosso dei Nassi nell’isola di Delo.

Conferenza di Alessandra Coppola, docente di Storia Greca all’Università di Padova.

Martedì 28 maggio, ore 17:30
Sala Bianchi, Viale Fantuzzi 11, Belluno.

INFO E PRENOTAZIONI
Entrata libera fino a esaurimento posti
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Il Colosso dei Nassi nell’Isola di Delo: storia e significato.

Il Colosso dei Nassi e ciò che questa monumentale scultura di oltre 8 metri di altezza rappresenta e significa nel contesto della cultura greca saranno l’argomento con il quale martedì 28 maggio in Sala Bianchi a Belluno (ore 17:30) la professoressa Alessandra Coppola incontrerà il pubblico degli Amici del Museo e quanti altri siano interessati all’antichità classica e ai suoi molteplici aspetti.

Il Colosso dei Nassi o per lo meno ciò che resta di questa statua in pietra bianca di Nasso eretta nell’Isola di Delo fra la fine del VII e l’inizio del VI secolo A.C. costituisce uno dei tanti reperti che hanno reso l’isola un immenso sito archeologico Patrimonio dell’UNESCO fin dal 1990.

Delo, nell’Arcipelago delle Cicladi, svolse un ruolo centrale nelle rotte marittime sul Mare Egeo e fu sede e riferimento per vaticini di uno dei più famosi santuari dedicati ad Apollo, dio del sole e della musica, che il mito dice esservi stato generato.

Storia, Mito, Eroi e le loro numerose rappresentazioni sono materia di studio e di insegnamento della professoressa Alessandra Coppola, che gli AMICI del MUSEO sono lieti di ospitare e ascoltare.

Alessandra, che ha compiuto gli studi classici e conseguito la maturità a Belluno nel nostro “Liceo Tiziano”, attualmente è Professore Ordinario di Storia Greca nell’Università Padova.

In questo ruolo ha instaurato rapporti di collaborazione con Università ed Accademie sia italiane che europee, conseguendo vari riconoscimenti per i suoi lavori e per le sue pubblicazioni (oltre 100) che spaziano dalla Storia alla Filosofia, all’Epigrafia e all’Arte sia della Grecia che di Roma antiche.

Grazie a lei il pubblico degli AMICI del MUSEO potrà confrontarsi con un momento fondamentale nello sviluppo del sapere umano.

Luisa Coin

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Attività 2024

Venezia, Ca’ Pesaro e Palazzo Mocenigo.

Alla mostra “Il ritratto veneziano dell’Ottocento” presso la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, Venezia.

Giovedì 21 marzo, in treno, partenza da Belluno ore 8.20, rientro a Belluno ore 19:47.

Info e prenotazioni.
Adesioni entro martedì 19 marzo a luisacoin@hotmail.it o con messaggio whatsapp al 348 0976884.
Biglietti: Ca’ Pesaro € 11,50; Palazzo Mocenigo € 7,50.

Come annunciato nel corso della conferenza di Enrico Colle sugli “Interni di Palazzi Veneziani dell’Ottocento”, secolo a cui si riferisce la mostra dei ritratti dell’Ottocento di Ca’ Pesaro, vi proponiamo una giornata a Venezia per visitare la mostra allestita in alcune sale della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, nella quale fra l’altro sono in mostra anche i Costumi e i Gioielli della comunità MIAO della Cina del Sud.
A breve distanza da Ca’ Pesaro, potremmo trasferirci nel Museo di Palazzo Mocenigo Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo.

A scelta di ciascuno dei partecipanti, in zona sarà possibile consumare uno spuntino.

CA’ PESARO

Il grandioso palazzo, ora sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna, sorge nella seconda metà del XVII secolo, per volontà della nobile e ricchissima famiglia Pesaro, su progetto del massimo architetto del barocco veneziano, Baldassarre Longhena, cui si devono anche la Chiesa della Salute e Ca’ Rezzonico.

I lavori iniziano nel 1659 a partire dal versante di terra. Il cortile caratterizzato dalle originali logge risulta completato entro il 1676; la prestigiosa facciata sul Canal Grande raggiunge il secondo piano già nel 1679. Alla morte di Longhena nel 1682, i Pesaro ne affidano il completamento a Gian Antonio Gaspari che lo porta a termine certo entro il 1710, rispettando sostanzialmente il progetto originario.

Sontuoso e imponente, ma di struttura armonica e organica, il palazzo è arricchito costantemente, già durante i lunghi anni della costruzione da un altrettanto importante apparato ornamentale degli interni. Di esso, il palazzo conserva ancora oggi alcuni decori a fresco e a olio dei soffitti; tra essi il soffitto di G.B. Tiepolo con Zefiro e Flora trasportato da qui al Museo di Ca’ Rezzonico nel 1935.

Ma ben più cospicue risultano dai documenti d’archivio esser state le collezioni della famiglia Pesaro, che annoveravano numerosissime opere di artisti tra cui Vivarini, Carpaccio, Bellini, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, oltre ai più noti artisti del Seicento e del Settecento veneziano. Questo ingente patrimonio risulta disperso definitivamente entro il 1830, anno di morte dell’ultimo dei Pesaro, che ne ha venduto all’asta a Londra la maggior parte. Dopo i Pesaro, il palazzo passa ai Gradenigo, poi ai Padri Armeni Mechitaristi, che lo utilizzano come collegio. Acquistato infine dalla famiglia Bevilacqua, diviene proprietà della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa. Si deve a lei il lascito e la destinazione del Palazzo a Galleria di Arte Moderna.

PALAZZO MOCENIGO

Nella pianta di Jacopo de’ Barbari (1500) l’edificio si presentava a base pressoché quadrata con cortile al centro. In seguito il palazzo venne progressivamente ampliato (i discendenti di Nicolò acquistarono delle proprietà adiacenti la loro) e ristrutturato. L’aspetto che conserva attualmente risale probabilmente all’inizio del XVII secolo, ma non si ha alcuna notizia circa i tempi di esecuzione e non se ne conosce l’architetto. Le due facciate esterne, sulla strada (salizàda) e sul canale di San Stae, sono caratterizzate dalle ampie “serliane”, finestre ricorrenti nell’architettura veneziana del XVII/XVIII secolo. Si tratta di trifore con l’apertura centrale ad arco e le due laterali più basse a trabeazione, che consentono, tra l’altro, l’alternarsi di piani nobili e ammezzati.

Il prospetto sulla salizada rispecchia un gusto più tardo rispetto a quello sul canale, presentando delle linee seicentesche. Il prospetto sulla strada, da cui oggi si accede al palazzo, evidenzia un prolungamento sul lato sinistro, frutto di acquisizioni di edifici adiacenti.

La struttura interna è quella tipica delle abitazioni patrizie veneziane, con il grande salone centrale (pòrtego) passante e destinato alle funzioni di rappresentanza, ai cui lati si affacciano le altre stanze. Abitato dai Mocenigo fino a tempi recenti, il palazzo conserva al primo piano nobile affreschi e arredi di gusto rococò o neoclassico risalenti perlopiù alla seconda metà del Settecento. Di particolare rilievo gli affreschi dei soffitti realizzati nel 1787 per le nozze del nipote di Alvise IV con Laura Corner. Notevoli anche le porte in radica e le cornici in legno intagliato e dorato.

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Gli Ebrei, i Medici, il ghetto di Firenze.

Visita alla mostra di Palazzo Pitti, Firenze, guidati dal coordinatore della stessa, Piergabriele Mancuso.

Evento in programmazione

Piergabriele Mancuso, veneziano, è uno dei maggiori ebraisti italiani, autore di molte importanti pubblicazioni, apprezzato a livello internazionale. Storico della letteratura ebraica, medievale e moderna, è anche studioso di musica ebraica, in particolare delle tradizioni degli ebrei italiani, e lui stesso suona la viola.

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I Bellini, fucina della pittura Veneziana.

Conferenza di Benedetta Fanciulli, storica dell’arte, Università Ca’ Foscari di Venezia.

Giovedì 11 aprile, ore 17:30
Sala Bianchi, viale Fantuzzi 11, Belluno

INFO e PRENOTAZIONI
Entrata libera fino a esaurimento posti.
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Giovanni Bellini

Definito il promotore di quel rinnovamento poetico ed espressivo che dalla seconda metà del Quattrocento si tradusse in una inedita rappresentazione dei sentimenti e della natura, Giovanni Bellini (1450-1465) detto anche il Giambellino sarà l’argomento della conferenza di Benedetta Fanciulli che gli “Amici del Museo” propongono in Sala Bianchi giovedì 11 aprile ore 17:30: Giovanni Bellini e i poemi di luce.

Formatosi nella bottega del padre Jacopo insieme al fratello Gentile, nella sua lunga vita Giovanni ebbe anche frequenti confronti con il genio artistico di Andrea Mantegna, cognato amico e rivale, attivo in quegli anni a Padova.

Benedetta Fanciulli accompagnerà il pubblico nella visione delle opere del pittore presenti a Venezia, sua città natale, e in molti prestigiosi musei del mondo: “Tutte opere intimamente veneziane nella morbidezza della luce, nel realismo sobrio dei personaggi, nel gusto per i particolari vegetali colti in singola identità botanica”, opere rivelatrici di uno stile tutto italiano con il quale Venezia si impose nel panorama artistico internazionale.

Un ritorno sempre gradito quello con la Storica dell’Arte Benedetta Fanciulli, la cui competenza e coinvolgente capacità espositiva è stata più volte apprezzata dal nostro pubblico.

Docente Assistente all’Università Ca’ Foscari di Venezia nel Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, alla qualifica di Storica dell’Arte conseguita in quella stessa Università nel 2019, Benedetta Fanciulli ha recentemente aggiunto la specializzazione in Beni Storico-Artistici presso l’Università degli Studi di Udine e quella di guida turistica. Grazie agli studi musicali nel Conservatorio G. M. Martini di Bologna (diploma in Arpa e in Musica da Camera) è corista dell’Ensemble Vocale FLOS MUSICAE di Bologna.


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“Ritratto e racconto in Tomaso da Modena”

Conferenza di Tiziana Franco.

Venerdì 9 febbraio 2024 ore 17:30
Museo Fulcis, Belluno

INFO e PRENOTAZIONI
Entrata libera fino a esaurimento posti.
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Gli Amici del Museo di Belluno in collaborazione con il Circolo Mario Morales venerdì 9 febbraio 2024 alle ore 17:30 al Museo Fulcis ospiteranno Tiziana Franco per una conferenza sul tema: Tomaso da Modena: ritratto e racconto. Un ritorno graditissimo per Belluno, città alla quale Tiziana Franco ha dedicato numerosi studi e pubblicazioni nell’ambito della cultura figurativa in area alpina: dagli affreschi della Chiesa di Sant’ Orsola a Vigo di Cadore, al catalogo delle sculture del Museo Civico di Belluno (1997), a “Pittura a Belluno dal tardo Trecento alla prima metà del Quattrocento” per il volume della mostra “A Nord di Venezia” (2004-2005).

Studi più recenti riguardano la pittura in età altomedievale, romanica e gotica nell’area veneta, argomento sul quale ha pubblicato insieme a Fabio Coden un volume monografico sulla Basilica di San Zeno e la sua decorazione pittorica, oltre a vari saggi.

Nata a Trichiana, dopo aver conseguito la laurea in Lettere e Filosofia e il dottorato di ricerca in Storia dell’Arte all’Università di Padova, ha ottenuto la cattedra in Storia dell’Arte Medievale nell’Università degli Studi di Verona dove attualmente opera.

Nella conferenza al Museo Fulcis dal titolo Tomaso da Modena. Ritratto e racconto, Tiziana Franco parlerà della pittura di Tomaso, ricca e innovativa rispetto alla tradizione veneta, pittura nella quale entra in scena la realtà descritta con minuzia sia nei ritratti che nell’ambientazione.

Patria d’arte di Tomaso, nato a Modena, sarà la città di Treviso, ove nella metà del Trecento esegue gli affreschi per il convento domenicano di San Nicolò e le Storie di Sant’Orsola, ciclo quest’ultimo conservato nella chiesa di Santa Caterina, sede dei Musei Civici cittadini.


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La vita oltre il ritratto

Viaggio negli interni veneziani dell’Ottocento, conferenza di Enrico Colle.

Lunedì 26 febbraio 0re 17:30
Sala Bianchi, Belluno – entrata libera

Nell’appuntamento in calendario lunedì 26 febbraio p.v. in Sala Bianchi (ore 17:30), gli Amici del Museo, con la collaborazione del Circolo Artistico Mario Morales, ospiteranno Enrico Colle per una conferenza con diapositive dal titolo: “La vita oltre il ritratto. Viaggio negli Interni Veneziani dell’Ottocento”, tema che il prof. Colle intende collegare alla mostra “Il Ritratto Veneziano dell’Ottocento” attualmente in atto a Venezia nel Museo di Ca’ Pesaro.
Come si legge nella scheda di presentazione della mostra, l’Ottocento è caratterizzato da profonde trasformazioni sociali, politiche ed economiche ed è animato quasi ovunque da istanze liberali di cui si fa portavoce una emergente borghesia. Un secolo inoltre che ha visto la nascita di Pinacoteche, Musei Civici e de “La Biennale di Venezia”.
Nella capitale della Serenissima, che aveva ospitato nei suoi palazzi ricevimenti e balli in onore di illustri ospiti, sopravviveva una nobiltà che aveva mantenuto la proprietà delle proprie abitazioni e ne aveva conservato la ricchezza e l’eleganza, arricchendola con quanto suggerito dalla moda del tempo in materia di dipinti e arredi vari.
Sarà questo l’argomento di cui parlerà Enrico Colle, arricchendolo di immagini di interni di palazzi anche riferiti a qualche dipinto esposto nella mostra.
Bellunese di famiglia e di nascita, dopo aver frequentato i corsi di Storia dell’Arte presso l’Università di Firenze e di Venezia dove si è laureato, Enrico si è specializzato nel campo delle arti decorative, incentrando i propri studi sugli arredi e sugli oggetti d’arte delle ex residenze reali italiane, anche in vista di una loro più corretta esposizione museografica. Ha inoltre condotto indagini archivistiche su palazzi e residenze di rilevanza storica e insegnato presso la Scuola di Specializzazione dell’Università di Bologna, pubblicando su riviste d’arte i risultati dei suoi lavori di ricerca.
Attualmente ricopre la carica di Soprintendente al Museo Stibbert di Firenze.


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